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Paura della paura: Il Disturbo da Attacchi di Panico

Paura della paura: Il Disturbo da Attacchi di Panico
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“Mi sembra di morire, di impazzire, di perdere il controllo, mi scoppia il cuore, mi manca l’aria, anche quando sono tranquillo ho paura che questa condizione si possa verificare nuovamente, ho paura di poter fare qualcosa di male, che non voglio”. Queste sono solo alcune delle espressioni più comuni che vengono usate dalle persone che soffrono di Disturbo da Attacchi di Panico.

Il termine “Attacco di Panico” è entrato a far parte del linguaggio comune e viene oggi usato da molte persone per indicare uno stato di intensa paura. Ma cosa vuol dire esattamente? Un Attacco di Panico è una condizione ben precisa caratterizzata da una paura intensa ed improvvisa che si presenta in circostanze assolutamente non pericolose ed inoffensive per la persona. Tale manifestazione può verificarsi ad esempio mentre si è alla guida della propria auto o addirittura anche nel sonno. Per qualche secondo o per pochi minuti, il corpo e la mente si trovano a fare i conti con le paure umane più recondite: la malattia, la morte, la follia.

I sintomi che caratterizzano un AP comprendono:

  • Tremori diffusi alle braccia e alle gambe
  • Senso di oppressione e soffocamento
  • Aumento della sudorazione e del battito cardiaco
  • Respiro corto ed affannoso
  • Sensazione di formicolio ed intorpidimento agli arti
  • Sensazione di sbandamento e percezione di essere lontani da Sé e dalla realtà
  • Nausea
  • Ipertensione o ipotensione
  • Vampate di calore o brividi di freddo
  • Paura di impazzire, di morire e di perdere il controllo
  • Paura di poter riprovare paura

 

Chiunque abbia sofferto o soffra di Disturbo da Attacchi di Panico sa bene quanto siano forti ed intensi la paura ed il disagio in quegli attimi infiniti in cui tutto sembra sgretolarsi e non avere più un senso.

La reazione dell’organismo è del tutto simile a quella che una persona sperimenta di fronte ad una situazione realmente pericolosa. Gli effetti a livello fisico, mentale ed emotivo saranno altamente debilitanti e la sensazione sarà quella di essere stati privati di qualunque tipo di forza. La confusione e lo scoraggiamento portano inizialmente a pensare di essere stati colpiti da un male fisico come un infarto o una grave malattia. Per questo motivo spesso il passo successivo è quello di effettuare accertamenti medici per cercare di capire quale sia stata la causa fisica alla base di questa intensa ed improvvisa condizione di disagio. Nel momento in cui non si viene a trovare nessuna causa organica, la persona è assalita da dubbi, imbarazzo e vergogna. La tendenza generale è quella di rifiutare l’idea che tale condizione possa essere un campanello di allarme di un più ampio stato di malessere psicofisiologico. Sarebbe più facile infatti identificare la causa fisica ed eliminare il problema con un rimedio medico in modo semplice ed immediato. In realtà la situazione è ben più complessa ed articolata. Dopo un primo Attacco di Panico, e dopo aver escluso cause di tipo organico, si viene monopolizzati dalla paura persistente ed irrazionale che se ne possa verificare un altro. Aumenta la necessità di monitorare costantemente ogni segnale che il corpo manda in quanto si teme appunto che possa essere proprio quello l’indice di un nuovo Attacco di Panico che sta per arrivare.  La paura della paura porta così ad aumentare la probabilità che si manifestino successivi attacchi, innescando una vera e propria trappola.

Anche se le condizioni in cui può verificarsi un Attacco di Panico cambiano da persona a persona un aspetto ricorrente sembra essere quello di trovarsi in situazioni dove sarebbe difficile ricevere aiuto o in luoghi in cui ci si sente costretti come un mezzo di trasporto, l’aereo, la metropolitana, la macchina oppure situazioni che sembrano non lasciare una qualche via di uscita come il cinema, un ingorgo o più semplicemente un luogo affollato.

Secondo la Psicologia Funzionale una persona che soffre di Disturbo da Attacchi di Panico avrà tutta una serie di aspetti che si ripercuotono a livello cognitivo, emotivo, posturale e fisiologico. 

Sul piano Cognitivo è presente un blocco del pensiero razionale che lascia spazio a fantasie spaventose. I ricordi sono pochi e comunque legati a circostanze terrifiche. Il senso del tempo è collassato per cui diventa difficile fare qualunquwoman-570883_1280e tipo di progetto per il futuro.

Sul piano Emotivo assistiamo alla presenza continua di una paura e di una angoscia debordante che blocca totalmente la persona. Questa non riesce a riconoscere più sé stessa e le proprie emozioni ma viene assalita da mille dubbi paralizzanti che non portano ad una scelta ma all’insorgere di un vero e proprio senso di sfiducia e di autocommiserazione. E’presente una rabbia ma compressa e non espressa apertamente.

Sul piano Posturale motorio avremo movimenti molto veloci ed agitati, caratterizzati da una rigidità di fondo che possiamo ritrovare anche nelle posizioni stesse che il corpo assume.

Sul piano Fisiologico la respirazione sarà alterata con un respiro chiuso e alto, volto a trattenere. Le sensazioni sono presenti ma per lo più legate ad aspetti paurosi. C’è una forte attivazione di tutto il sistema Simpatico per cui l’aspetto predominante è quello dell’allarme. Qualunque tipo di sensazione viene scambiata per un segnale di pericolo. (Luciano Rispoli, 2004)

 

Tenendo sempre presente che esiste una specificità che varia da persona a persona, possiamo identificare alcuni aspetti, in Psicologia Funzionale chiamati Esperienze di Base, che più di altri nel Disturbo di Panico sono alterati (Luciano Rispoli, 2004). Tali Esperienze, intese come basi su cui si costruisce la vita della persona, sono: le Sensazioni, il Controllo, l’Essere Tenuti e Contenuti, il Lasciare e la Continuità Positiva. In tal senso l’intervento Funzionale sarà orientato ad ampliare la gamma Controllo-Abbandono, a contenere e a ridimensionare le fantasie terrifiche e l’eccessivo controllo razionale cercando di fare spazio ad altre emozioni. Dare voce alle Sensazioni che per troppo tempo sono rimaste inascoltate e che lentamente hanno dovuto trovare una via, disfunzionale, come quella dell’Attacco di Panico per farsi sentire. Sul piano posturale è importante cercare di riportare la persona verso movimenti lenti ed aperti. Infine per il ripristino generale dell’organismo fondamentale diventa il ritorno ad una respirazione lenta e diaframmatica.

 

 

Bibliografia:

Rispoli (2016), il Corpo in Psicoterapia oggi, Franco Angeli: Milano

Rispoli (2014), Il Manifesto del Funzionalismo Moderno, Alpes: Roma

Rispoli (2004), Esperienze di Base e Sviluppo del Sé, Franco Angeli: Milano

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